Che cos’è questa “cosa”?
Il castello del caos, la nascita del desiderio ad un livello ben superiore alla semplicità. Il regno dei marchi, rivendicando superiorità, penetrando la pelle che promette, tagliando la propria crescita per moltiplicare, testare noi stessi, per maturare la mostruosità della rabbia e guardare a che cosa coglie questo spazio.
Da dov’è caduto questo fantasma che elemosina? Qual’era la fine di quella “determinata” fine che pretendeva una possessività affilata? Forse quando la chiarezza crolla, l’oscurità che vive nelle ossa di essa si condensa nell’assurdità più totale. E attraverso rami spinosi, arti, estremità, si scaglia attorno senza direzione alcuna, faticando senza obiettivi oltre se stessa, intrappolata in un’agonia ormai giunta al termine, persistendo entro la propria natura, ribellata, e prevale in un’armonia che lascia solamente ombre dell’orrore che accade in quel momento quando, prima di un salto, il sangue pressurizzato riempie le pagaie fino al fiore della percezione. Tuttavia, alle volte, il guscio si incrosta, irrigidisce, indurisce, calcifica, si crepa non dalla rottura ma dal tradimento violento percepito come il prezzo per l’inganno che allevia questo processo sintetico.
Quest’attimo di angoscia si denuda dalle strutture della percezione come un concetto astratto che trova un tocco di traspirazione, non si dissolve dalle spire che, come barre oltre ogni comprensione umana, genera se stessa in una gabbia di livelli sopra altri livelli senza una singola lettera comprensibile, non un fuoco, né bianco né nero, non un singolo bagliore di percezione ma solo frammenti di luce sparsa finchè…
…I nostri occhi si riaprono. La luce del sole si rivela, ma, è un solo un altro giorno. Un nuovo giorno, fresco, vergine con il proprio velo di innocenza e “incinta” di scoperte, recuperi, sollievo e stimoli. Un giorno forte e potente con scintille dall’interno.
Perché dev’essere forte, quella scintilla, che la natura spinge, preme, respira per distruggere il bozzolo di una sfida notturna che analizza tutte le informazioni di “ieri”. E ieri è stato enorme e proprio prima che venisse “sgonfiato” del suo significato di “realtà” ha dato spazio e fiamme alla crescente luce di Adesso.
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